venerdì 30 settembre 2016

#NCC: l'art. 29, co. 1-quater non è in vigore, parola del Presidente della Repubblica!

Buongiorno a tutti.

Vi ricorderete che, alcuni mesi fa, trattai una decisione del Consiglio di Stato. I consiglieri, nel rigettare il ricorso proposto da un noleggiatore, si erano rifiutati - per ragioni formali - di verificare la (non) vigenza delle disposizioni introdotte con  l'art. 29, co. 1-quater, in quanto il ricorrente aveva proposto tale motivo di ricorso per la prima volta in secondo grado, senza averlo prima trattato di fronte al TAR. Criticai questa parte della decisione, in quanto contrastante con un principio fondamentale del nostro ordinamento, secondo il quale il giudice deve conoscere e applicare la Legge anche in difetto di un'esplicita richiesta delle parti (iura novit curia).

Finalmente però, al termine di un procedimento di ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il Consiglio di Stato si è espresso nel merito, sancendo in maniera inequivocabile la non vigenza dell'art. 29, co. 1-quater. Il 28 luglio scorso infatti, il Presidente della Repubblica ha accolto il ricorso di un noleggiatore contro un bando comunale, sulla base del parere di merito n. 2264/2015 emesso dalla Prima Sezione del Consiglio di Stato, da intendersi integralmente recepito nella decisione. I consiglieri hanno infatti accertato che il Milleproproghe 2014 aveva effettivamente prolungato al 31/12/2014 la sospensione di efficacia delle disposizioni di cui all'all'art. 29, co. 1-quater, che quindi non era in vigore.



Vale la pena di ricordare che la disposizione contenuta nel sopra citato Decreto Milleproroghe è stata via via riproposta nella stessa forma di anno in anno fino ad oggi, spostando da ultimo il termine al 31/12/2016.

Si tratta, ad oggi, della prima pronuncia di un organo non politico di questo livello, che finalmente allinea la giurisprudenza al legislatore e al Governo in merito alla non vigenza delle disposizioni anti-ncc. Nell'attesa della definitiva eliminazione dell'art. 29, co. 1 -quater, e dell'emanazione di una nuova legge di sistema per il settore del trasporto non di linea di persone, mi auguro che i giudici inferiori si conformeranno a tale importante parere.

Ivan Catalano

PDL #Carpooling update: i miei emendamenti accolti dal Relatore e le modifiche Art.1 e 2

Buongiorno a tutti,

mercoledì 28 settembre 2016 abbiamo discusso in commissione trasporti i primi emendamenti all'articolo 1 e 2 del provvedimento di legge Dell'Orco sul CarPooling, A.C. 2436.
Avevo già fatto alcune considerazioni alla proposta in un precedente post, sulla base delle quali ho elaborato una serie di emendamenti che in alcune parti sono stati ripresi dal Relatore nei suoi.

All'articolo 1 la modifica del relatore è veramente minima:

Art. 1.(Finalità).
1. Finalità della presente legge è lo sviluppo di un sistema di mobilità basato sull'uso condiviso di veicoli privati che, applicato su ampia scala e in particolare nelle aree urbane con alta intensità di traffico veicolare ed elevati livelli di inquinamento, comporti una sensibile riduzione dell'impatto ambientale derivante dal traffico urbano possa contribuire in modo significativo alla riduzione dei costi di viaggio e alla riduzione del numero delle vetture in circolazione, della congestione del traffico e dell'impatto ambientale  (1.100 Relatore + Sub emendamento 0.1. 100.1 Cristian Iannuzzi) e si configuri come strumento di mobilità sostenibile ai sensi del decreto del Ministro dell'ambiente 27 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 1998
All'Articolo 2 le modifiche invece sono più sostanziali. In viola le parti accolte da miei emendamenti nell'emendamento presentato dal relatore:

dall'originale
Art. 2.(Definizione).
1. Ai fini della presente legge, per car pooling si intende un sistema di trasporto basato sull'uso condiviso di veicoli privati tra due o più persone che devono percorrere uno stesso itinerario, o parte di esso, messe in contatto tramite servizi dedicati forniti da intermediari pubblici o privati, anche attraverso l'utilizzo di strumenti informatici. Il servizio di trasporto svolto nelle forme stabilite dalla presente legge non si configura come attività di impresa. Sono ammesse forme di contribuzione alle spese di trasporto sostenute, valutate sulla base dei costi chilometrici di esercizio calcolati in base alle tabelle nazionali elaborate dall'Automobile Club d'Italia e pubblicate periodicamente nella Gazzetta Ufficiale nonché eventuali pedaggi per soste, strade e autostrade. Per il servizio di trasporto svolto non può essere previsto alcun tipo di corrispettivo.
al modificato, in parte nel seguente nuovo Articolo 2:

Art. 2. 
(Definizioni).

1. Ai fini della presente legge si intende per:
a) car pooling: la modalità di trasporto non professionale consistente nell'uso condiviso di veicoli privati tra due o più utenti che devono percorrere uno stesso itinerario, o parte di esso, (2.12.3) messi in contatto anche tramite servizi dedicati forniti da gestori intermediari pubblici o privati attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e non;
b) gestore: il soggetto privato o pubblico che gestisce la piattaforma di intermediazione;
c) utente operatore: il soggetto che attraverso la piattaforma opera condividendo il veicolo;
d) utente fruitore: il soggetto che attraverso la piattaforma utilizza il veicolo condiviso dall'utente operatore;
2. 100. (nuova formulazione) Il Relatore.

e in parte separato in un articolo aggiuntivo, 2.bis:

Art. 2-bis. 
(Caratteristiche del car pooling).
1. Il car pooling svolto nelle forme disciplinate dalla presente legge costituisce contratto di trasporto gratuito, ai sensi dell'articolo 1681, comma 3, del codice civile (2.14) e non si configura come attività d'impresa di trasporto di persone.
2. Sono ammesse forme di compartecipazione alle spese di viaggio condivise tra gli utenti, il cui importo deve essere preventivamente concordato (2.10). La compartecipazione di cui al periodo precedente non può essere superiore al costo com- plessivo del servizio di trasporto sulla tratta in oggetto e non può determinare profitti per l'utente operatore. L'ammontare complessivo della compartecipazione a carico degli utenti fruitori non può essere superiore al 90 per cento dell'importo previsto dalle tabelle dell'Automobile Club d'Italia (ACI) al netto di eventuali pedaggi per strade, autostrade, soste e imbarco del veicolo su treni e traghetti.
3. I gestori delle piattaforme di intermediazione mettono in contatto gli utenti operatori e gli utenti fruitori. L'attività dei gestori delle piattaforme può configurarsi come attività di impresa.
Come vedete è stata aggiunta tutta una parte dove si definiscono gli aspetti contrattuali, che incidono sulla responsabilità in caso di incedente,  su come determinare il rimborso e sul fatto che i gestori di intermediazione telematica svolgono attività di impresa.

Allego al post il pdf contentente tutti i miei emendamenti completi di nota di spiegazione:


Ivan Catalano

lunedì 26 settembre 2016

Question Time al @mitgov su attivazione #SPID @AgidGov @graziano_delrio: adesione entro primi mesi 2017

Buongiorno.

Facendo seguito alla scorsa interrogazione in Question time, ho chiesto nuovamente al governo, con un nuovo question time in commissione trasporti, di sapere i tempi di attivazione di SPID nel Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. 


La risposta è stata brevissima: "Per quanto riferisce la competente Direzione generale del MIT, i progetti di adeguamento dei sistemi informativi del settore infrastrutture e del settore trasporti sono in via di definizione, così come il reperimento dei fondi. Si ipotizza quindi un primo avvio dei servizi nei primi mesi del 2017." e altrettanto breve è stata la mia replica dichiarandomi non soddisfatto, anche per l'indeterminatezza del termine indicato dal sottosegretario Del Basso De Caro. Segnalo peraltro che nella risposta fornita dallo stesso sottosegretario alla sua precedente interrogazione si affermava che nel giro di qualche settimana sarebbero stati definiti i tempi per l'accesso dei cittadini ai servizi in oggetto e come a tutt'oggi ciò non sia ancora avvenuto. 

Al termine della mia replica assicuro il sottosegretario  che continuerò a monitorare l'adeguamento dei sistemi informativi del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sino alla sua realizzazione.

Ivan Catalano

giovedì 22 settembre 2016

#DucikDayDream: Il #TAR conferma legittimità negazione omologazione @mitgov @graziano_delrio

Buongiorno a tutti.

Ho già lungamente trattato, su queste pagine l'artificiosa e certo non disinteressata polemica contro i FAP, da parte di sedicenti inventori di tecnologie alternative, che paiono ricalcare l'infame tubo Tucker.

Su queste pagine, già a marzo, avevo annotato le fallacie della tesi complottista. Ad aprile avevo dato atto dell'inequivoca presa di posizione del CNR. Infine, nello scorso luglio, al termine dell'indagine dell'Istituto Superiore di Sanità, ne avevo esposto le conclusioni, che confermavano l'efficacia dei Filtri Anti-Particolato.

Pochi giorni fa, infine, sono stato informato dell'esito del ricorso intentato di fronte al TAR del Lazio da Ducik dei Dream, per l'annullamento dell'atto con il quale la Motorizzazione Civile ha rigettato l'istanza di omologazione del sistema. Il TAR, dopo aver esaminato e puntualmente rigettato ogni singola doglianza della Ducik, ha dato ragione al Ministero, confermando quindi la bontà dell'operato dei suoi dirigenti.

Nell'ordine, il TAR Lazio, con sentenza n. 261/2016 ha confermato che:

  • gli Uffici della MCTC erano pienamente competenti a sindacare le prove effettuate presso il CPA, in quanto "è preciso compito di tali Uffici accertare la regolarità della pratica (art. 6, comma 3, del d.m. n. 277 del 2001) ossia sottoporre al proprio vaglio i risultati che sono loro comunicati e controllarne la regolarità in punto di corretto svolgimento delle prove e di corretta interpretazione dei relativi risultati";
  • il comportamento della MCTC non è stato contraddittorio e anzi, è stato ampiamente collaborativo con la Ducik, indicandogli di volta in volta le strade percorribile per ottenere l'omologazione, senza che la società ricorrente accettasse di seguirle;
  • le caratteristiche del dispositivo avrebbero comunque consentito l'effettuazione di una prova di durabilità, attraverso la modalità di verifica della percorrenza chilometrica, in alternativa a quella dell'accumulo (solo quest'ultima impossibile in un dispositivo come quello Ducik), conformemente al d.m. n. 42 del 2008 (con il cit. Allegato E)
  • il diniego di omologazione, in ogni caso, è stato conseguente ad ulteriori due anomalie riscontrate in sede di prova, ossia la non rispondenza dell’autoveicolo c.d. rappresentativo ai requisiti prescritti dal regolamento (in quanto esso presentava un valore iniziale di emissione inferiore al minimo prescritto) e la circostanza che le prove effettuate erano state una sola anziché tre;
  • tali circostanze erano tutte pacifiche, e alla luce delle normative applicabili ostano all'omologazione del dispositivo;
Invito ovviamente chi fosse interessato a verificare di persona la chiara, dettagliata e completa argomentazione del giudice amministrativo, esaminando di persona la sentenza, i cui riferimenti ho sopra riportato. Personalmente, non ho nulla da aggiungere a quanto detto in passato. Ripropongo però una domanda: chi pagherà per questo abuso della credulità popolare? Chi pagherà per avere diffuso false notizie, tali da spingere molte persone a eliminare dai propri veicoli apparecchi finalizzati a garantire la salute pubblica (i FAP)? Chi pagherà per avere diffamato e ostacolato il lavoro di tanti funzionari?

Ivan Catalano






mercoledì 21 settembre 2016

Cosa succede al @CittadiNettuno? La mia interrogazione al @Viminale @angealfa

Buongiorno a tutti.

Mi sono giunte preoccupanti segnalazioni dal Comune di Nettuno, relative a una situazione ambientale che avrebbe leso la regolarità delle elezioni comunali, vinte dal candidato del M5S, il Dott. Angelo Casto, vice questore aggiunto della Polizia di Stato.

Come ricavabile dal curriculum del dottor Casto, pubblicato sul sito del comune, e come esposto in una lettera diffusa in data 19 agosto del 2016 dall'opposizione in consiglio comunale, e ripresa da diversi mezzi d'informazione locali, l'eletto sindaco del comune di Nettuno avrebbe ricoperto al tempo delle elezioni, e ricoprirebbe tuttora incarichi di grande prestigio presso il commissario straordinario di Governo per le persone scomparse.

In virtù di tale ruolo, considerata la competenza territoriale estesa a tutta Italia del citato Commissario, il dott. Casto si sarebbe quindi venuto a trovare nelle condizioni di ineleggibilità previste dal decreto del Presidente della Repubblica 28 aprile 1982 n. 335 articolo 53, nonché dalla nota di chiarimento emanata dal Capo della Polizia il 6 aprile 1995 al protocollo N. 335/9801 G.D.8 quanto dall'articolo 60, comma 1 e 2 del decreto legislativo 267/2000 (Testo Unico Enti Locali). Quest'ultimo articolo sancisce infatti che siano ineleggibili "nel territorio, nel quale esercitano le loro funzioni, i Commissari di Governo, i prefetti della Repubblica, i vice prefetti ed i funzionari di pubblica sicurezza".

Per questo, mi sono rivolto con un'interrogazione al Ministro dell'Interno per sapere se il Dott. Casto rivesta e/o abbia rivestito effettivamente, già al momento della candidatura, la posizione di funzionario di pubblica sicurezza presso il commissario straordinario di Governo per le persone scomparse o comunque presso un ufficio con competenza territoriale nazionale e se sussista una condizione di ineleggibilità dello stesso.

La questione non è una polemica personale contro un amministratore M5S. La questione è quella, delicatissima, del prevenire le possibili interferenze, anche solo indirette, di funzionari delle forze dell'ordine, con i connessi poteri loro spettanti, nel meccanismo elettorale.

Vi aggiornerò sulla risposta del Ministro.

Ivan Catalano

#Rinnovabili Idrogeno low cost? Ci pensa il catalizzatore ibrido

Gareggia con il platino il nuovo catalizzatore a base di schiuma e nano particelle di molibdeno. E non perde di stabilità neppure dopo 1000 cicli

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#Rinnovabili Sussidi alle fossili: Cina e Usa non li taglieranno

Dopo le vaghe promesse al G20, Usa e Cina mettono nero su bianco le politiche a vantaggio delle fossili che potrebbero cancellare. Ma ci sono più ostacoli che trasparenza

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#Rinnovabili Indonesia: 100mila morti per i fumi tossici della deforestazione

I roghi titanici del 2015 hanno emesso quantità esorbitanti di pm 2.5 che hanno avvolto tutto il sud-est asiatico. Ma per le autorità di Jakarta i morti sarebbero solo 24

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#Rinnovabili Notte dei ricercatori: nasce la Casa della Scienza

Sarà inaugurato il prossimo 24 settembre, all’interno del parco dell’Ex Cartiera Latina, il nuovo progetto regionale dedicato a spiegare la scienza del quotidiano

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#Digitalizzazione processi di interesse storico: risoluzione al #Governo @AndreaOrlandosp #ginnovazione

Buongiorno a tutti.

Fin dal mio ingresso in Parlamento, mi sono occupato delle tematiche attinenti la digitalizzazione, sia a livello settoriale, come vice-presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, sia a livello più generale, con l’attiva partecipazione all’Intergruppo Innovazione. Nel corso della mia attività istituzionale ho dovuto più volte prendere conoscenza di decisioni emesse dall’autorità giudiziaria. In tale frangente, ho potuto constatare l’assenza di una banca dati telematica delle sentenze, e la frammentazione degli archivi a livello di singolo tribunale.

Più recentemente, ho avuto modo di confrontarmi, insieme al mio collaboratore Avv. Fiorentini, con il Dott. Valloreja, funzionario responsabile dell’Archivio del Tribunale di Milano, che mi ha reso edotto di una situazione di significativa gravità. Infatti, la maggior parte degli atti processuali archiviati in Italia sono ancora conservati unicamente in formato cartaceo. Tali fascicoli, alcuni risalenti a molti decenni fa, vanno incontro al normale deperimento del loro supporto fisico. Questo fenomeno è tanto più grave, a parità di tempo e di condizioni di conservazione, quanto più bassa è la qualità e grammatura della carta. Nel caso dei documenti incorporati sulle c.d. veline, il degrado è tragicamente rapido.

Alcuni dei fascicoli che rischiano di andare incontro a un sostanziale macero riguardano casi di grande importanza storica, sociale e politica per il nostro paese. Mi riferisco non solo a grandi casi di cronaca, o a sentenze significative per l’evoluzione giurisprudenziale in alcuni ambiti, ma anche al fenomeno mafioso e a quello terroristico. Quanto a questi ultimi fenomeni, residua un interesse investigativo anche attuale, dimostrato da recenti di richieste di rogatoria internazionale presentate da un nostro partner europeo per accedere a parte di tale documentazione.

I calcoli sommari a nostra disposizione indicano in circa Euro 0,4+Iva a pagina il costo di digitalizzazione, comprensivo dei costi per ricomporre le pagine danneggiate. Tali costi sono quelli che l’Archivio di Milano ha già effettivamente ed autonomamente sopportato per preservare alcuni fascicoli in stato di degrado urgente. Per renderci conto di quanto sia significativo il materiale salvato, basti sapere che mi è stata esposta la scansione di lettere scritte da Adolf Hitler e Benito Mussolini, estratte da un fascicolo degli anni ‘50. Tuttavia, l’Archivio non ha la possibilità di intervenire in modo autonomo per operare la completa digitalizzazione di tali documenti. Tra l’altro, le capacità economiche, organizzative e la sensibilità del Tribunale di Milano rispetto all’argomento difficilmente sono comuni a tutti i Tribunali della penisola. Se si vuole salvare questa ingente quanto cruciale documentazione, centralizzarla e renderla poi disponibile per via telematica a tutti i soggetti interessati, è necessaria una somma stimabile in 15 milioni di Euro per tutta Italia. Si tratta di una somma invero contenuta e tra l’altro frazionabile in più anni.

Per questo, ho prima mandato una lettera al Ministro, alla presidente della commissione giustizia della Camera del Deputati e al Vicepresidente della commissione Antimafia,



e poi redatto una risoluzione, per impegnare il Governo a "provvedere urgentemente alla digitalizzazione dei fascicoli di processi di interesse storico di cui in premessa, realizzare una banca dati pubblica delle sentenze di interesse storico, dotata di diversi livelli di accesso per la consultazione e l’estrazione di informazioni da parte dei soggetti interessati" e, ovviamente, reperire le risorse necessarie.

L'On. Marzano, mia collega del Gruppo Misto in Commissione Giustizia, ha depositato la risoluzione 7/01100 come prima firmataria. Seguirà l'On. D'Ambruoso, e insieme a lui altri colleghi. Ringrazio fin da ora tutti i colleghi che stanno collaborando per la realizzazione di questo progetto. 

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi.

Ivan Catalano.

#Rinnovabili Temperature record, agosto continua la serie di 16 mesi bollenti

Battuti tutti i record precedenti: lo scorso mese il termometro è stato di 0,92°C più alto della media. Il 2016 si avvia a diventare l'anno più caldo della storia

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#Rinnovabili Energia solare a 2,42 cent: Abu  Dhabi vince la gara del low cost

Per il progetto fv Sweihan da 350 MW messo all'asta dall'ADWEA sono arrivate offerte record: la più bassa e probabile vincitrice, venderebbe l'energia solare a soli 2,42 cent per kWh

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martedì 20 settembre 2016

#Rinnovabili Le rinnovabili producono il 23% dell’elettricità mondiale

L'energia idroelettrica e la biomassa continuano a dominare il settore in termini di produzione, ma sole e vento hanno la crescita più rapida

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@postenews #PosteItaliane: finalmente istituita un'area di tutela aziendale per la Sicilia! @Antonellogiac

Buongiorno a tutti.

Nel corso della lunga attività di sindacato ispettivo da me svolta a difesa della legalità all'interno delle Poste Italiane, mi sono più volte occupato della delicata situazione in Sicilia della società, spesso suo malgrado coinvolta in fenomeni illeciti. Al di là delle responsabilità di singoli individui, sono convinto che l'affidamento delle funzioni di controllo a una struttura slegata dal territorio, quale l'Atta Sud 1, non si sia rivelato funzionale alla pronta repressione degli illeciti.

Per questo già due anni fa ipotizzai, in dialogo sia con il Governo, sia con la dirigenza di Poste, di costituire una specifica Atta per la Regione Sicilia, sul modello di quanto già fatto per la Lombardia. Ebbene, sono stato recentemente informato che l'Amministratore Delegato Francesco Caio ha infine disposto la creazione di un Atta Sud 2 con sede a Palermo, competente per le Poste siciliane. 

Si tratta di uno sviluppo importante, nel quale confido per riportare in un ambito che ha visto accadere episodi gravissimi, non sempre oggetto di una pronta ed efficace risposta da parte della società. Nessuno però si illude che, di per sè, la semplice modifica delle strutture possa porre fine ai preoccupanti fenomeni che ho denunciato negli ultimi due anni. E' necessaria anche una scelta di fermezza e di rigore da parte della dirigenza, che non deve guardare in faccia a nessuno nel perseguire gli illeciti, da chiunque commessi, contro l'interesse dell'azienda e degli utenti.

Faccio quindi auguri di buon lavoro al dirigente della neonata Atta Sud 2. Il lavoro che li attende è notevole, e da parte mia manterrò alta la vigilanza. Spero che saranno in grado di portare risultati tali da rendere superfluo l'esercizio da parte mia delle funzioni di controllo parlamentari.

Al solito, leggerete su queste pagine gli sviluppi della vicenda. 

Ivan Catalano

#Rinnovabili Nasce il database degli edifici energeticamente efficienti

Gli esperti di EURAC Research stanno lavorando ad un database europeo su consumi e comfort degli edifici a “energia quasi zero” di tutta Europa

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#Rinnovabili Cromo-6 negli acquedotti Usa: la piaga colpisce 200 milioni di cittadini

Due terzi della popolazione beve acqua contaminata da cromo-6, il metallo pesante denunciato dalla famosa attivista Erin Brockovich

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#Rinnovabili Il Fraunhofer ISE resuscita l’agrofotovoltaico

Dopo averlo abbandonato all’inizio degli anni ’80, la Germania torna a sperimentare l'agrofotovoltaico, l’integrazione dei pannelli fotovoltaici sui campi agricoli

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#Rinnovabili Italia al lavoro sulla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile

Da oggi, iniziano le consultazioni con i Ministeri per aggiornare la strategia nazionale e dar seguito agli impegni internazionali assunti dall’Italia

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#Rinnovabili Cina, la bolla del carbone rende inutili i progressi nell’eolico

La Cina disattiva le turbine per il 15% del tempo perché è in over-supply, mentre le centrali a carbone mantengono la priorità per l'accesso alla rete

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#Rinnovabili Greenpeace svela i testi segreti del TiSA sul capitolo Energia

Addio accordo globale sul clima. Addio politiche energetiche sostenibili. Se entrerà in vigore, il TiSA lascerà gli Stati in balìa degli interessi delle multinazionali

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#Rinnovabili Perché dovremmo temere una nuova Chernobyl

Gli scienziati rivelano: i rischi del nucleare sono significativamente sottovalutati a causa di dati pubblici "viziati e incompleti"

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#Rinnovabili Dagli scarti agricoli all’autosufficienza energetica

Il progetto di ricerca “uP_running” dimostrerà come i residui della produzione agricola possono diventare una risorsa energetica sostenibile

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venerdì 16 settembre 2016

#Rinnovabili Riscaldamento globale: nuovo record negativo per il ghiaccio artico

Il 10 settembre è stato registrato il secondo peggior risultato di sempre, con i ghiacci che si estendono per appena 4,1 mln di kmq. Le perdite soprattutto nei mari di Beaufort e Chukchi

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http://www.rinnovabili.it/ambiente/riscaldamento-globale-record-artico-222/

giovedì 15 settembre 2016

il @mitgov risponde a mia inter. su MTCM in #Sardegna: Ministro @graziano_delrio sul #DocumentoUnico avanti senza indugi

Buonasera a tutti.

Il Governo ha risposto alla mia interrogazione sui disservizi nelle motorizzazioni in sardegna, presentata il 5 dicembre 2013.

Nella sua risposta il governo ha evidenziato che la carenza di personale presso gli uffici della Motorizzazione civile, e in particolare negli uffici di Oristano, Nuoro, Sassari e Cagliari, è stata causata dai reiterati blocchi delle assunzioni nel pubblico impiego determinando così una forte riduzione di personale in servizio presso tutti gli uffici della Motorizzazione civile dislocati sul territorio nazionale, compresi naturalmente i citati uffici della Sardegna. 
Tale situazione è stata aggravata dal blocco del turn over per il personale da collocare in quiescenza. Tuttavia, malgrado la oggettiva riduzione di personale e il corrispondente aumento delle incombenze – si pensi agli esami per il conseguimento della patente di guida così come derivante dall'applicazione della Direttiva 2006/126/CE che ha introdotto dal 19 gennaio 2013 nuove tipologie di patenti e più complesse procedure d'esame – gli uffici della Motorizzazione civile hanno fatto fronte, con le risorse finanziarie e di personale a disposizione, ai propri compiti istituzionali senza penalizzare l'utenza. 
Al governo non risultano che gli esami nella provincia di Nuoro, abbiano subito un blocco dell'attività.

Questa risposta mi da l'opportunità di ritornare sul problema della fusione tra il Pubblico Registro Automobilitstico e l'Archivio Nazionale Dei Veicoli.

L'articolo 8, comma 1, lettera d), della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche prevede la riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l'utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un'unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico  (o Carta di identità del veicolo, ndr) contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l'eventuale istituzione di un'agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 
La riforma in parola è finalizzata, tra l'altro, a introdurre significative semplificazioni amministrative allo scopo di migliorare i livelli qualitativi dei servizi all'utenza e di operare una più razionale ed efficace riorganizzazione degli uffici.

Nella mia replica invito il governo a "percorrere senza indugi la strada tracciata inerente alla introduzione di un'unica modalità di archiviazione e all'istituzione di un'agenzia sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti", nell'ottica di perseguire una riorganizzazione della gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli, che sia suscettibile di determinare una sensibile riduzione dei costi.

La realizzazione del Documento Unico, porterebbe alla possibilità di razionalizzare le risorse del ministero e dell'ACI, al fine di addivenire ad una riorganizzazione delle risorse interne al ministero e poter riprendere piena attività con tutti i distaccamenti territoriali anche per adempiere alle nuove funzioni ritornate al ministero sul controllo dell'albo degli autotrasportatori.

Ivan Catalano

mercoledì 14 settembre 2016

Tratta AV/AC Verona Padova @mitgov risponde alla mia interrogazione sulle criticità del progetto

Buongiorno a tutti.

In data 18/06/2015 ho depositato un'interrogazione riguardante la tratta ferroviaria AV/AC Verona Padova.
Il 18 dicembre 2014 il quotidiano «Vicenza Today» ha dato voce a diffuse perplessità in merito al progetto e alle sue conseguenze sul territorio di Vicenza.
Nei 32 chilometri fra Montebello e Grisignano, secondo il progetto che il Cipe aveva approvato, sarà realizzato un quadruplicamento della linea esistente, che passerebbe dai due binari attuali a quattro, in affiancamento alla linea storica, mentre la tensione resterebbe pari a 3 kV, a differenza della maggior parte delle linee TAV italiane, con tensione a 25 kV. 
In ragione della minor tensione, la velocità massima raggiungibile dovrebbe assestarsi sui 220 km/h, ridotti a 140 km/h nel tratto urbano di Vicenza; detto questo, la relazione generale di Italferr non fa una stima dei tempi di percorrenza sulla nuova linea, ad oggi un Frecciabianca da Vicenza a Milano impiega 1 ora e 50 minuti, e non risultano effettuate stime sull'effettivo risparmio di tempo conseguente alla nuova opera.
Il progetto rileva che, per avere una fermata Tav in città, questa debba contare su un bacino di circa 800 mila potenziali utenti, ampiamente superato secondo la stima dei promotori, ciò nonostante, la mappa del potenziale bacino di utenza della nuova stazione in progettazione è stata realizzata calcolando tutti i luoghi da cui si può arrivare in meno di 30 minuti alla stazione Vicenza Fiera. Questo bacino risulterebbe sovrastimato, in quanto ricomprendente gli abitanti di Padova, Verona e dei loro hinterland, che però verosimilmente continueranno a recarsi nelle stazioni delle loro rispettive città e non prenderanno l'auto per raggiungere la stazione di Vicenza.

Il Governo mi ha risposto che al fine di superare le criticità esposte, in data 29-30 ottobre 2015 il MIT, la Regione Veneto, RFI, il Comune di Vicenza e la CCIAA di Vicenza hanno convenuto, tra l'altro, di procedere ad un'analisi comparativa tra possibili soluzioni alternative per l'attraversamento di Vicenza, al fine di definire gli elementi fondamentali del tracciato da adottare. 
In aderenza RFI ha trasmesso al comune di Vicenza l'analisi comparativa tra le possibili soluzioni alternative, di seguito sintetizzate: 

soluzione 1) stazioni Vicenza Fiera e Tribunale e dismissione della stazione viale Roma, con interramento della linee AV e storica in prossimità dell'attuale stazione; 
soluzione 2) unica stazione in viale Roma e con tracciato della linea AV/AC in superficie e in affiancamento alla linea esistente; 
soluzione 3) stazione in viale Roma e fermata a Vicenza Fiera e con tracciato della linea AV/AC in superficie e in affiancamento alla linea esistente.

Con delibera consiliare n. 30 del 30 giugno 2016, il comune di Vicenza ha individuato nella predetta Soluzione 3) la soluzione progettuale da sviluppare per la realizzazione dell'attraversamento di Vicenza. 
Per quanto sopra, l'ipotesi progettuale dell'originario studio di prefattibilità proposto dagli enti locali interessati è stata superata dalla nuova soluzione approvata dal comune di Vicenza, che prevede il quadruplicamento in superficie e in stretto affiancamento alla linea esistente, mantenendo la stazione in viale Roma. 
La nuova soluzione progettuale permetterà di conseguire un sostanziale contenimento dei costi di realizzazione rispetto alla soluzione prevista dalla delibera CIPE di approvazione del Progetto preliminare, che prevedeva il sottoattraversamento di Vicenza.

Ivan Catalano

martedì 13 settembre 2016

#Bullismo e #Cyberbullismo: il Parlamento ci ripensi. Le mie considerazioni e proposte

Buongiorno a tutti.

Tutte le principali testate si sono occupate negli ultimi giorni di una proposta di Legge diretta a contrastare il fenomeno del c.d. cyberbullismo, subito posta in discussione in riapertura dell'aula.
Condivido i dubbi da più parti espressi sull'attuale contenuto di questa proposta, che presenta numerose criticità e che risulta snaturata, dopo il passaggio in Commissioni, rispetto all'originaria ispirazione. Ritengo opportuno un ritorno in Commissione, per una completa riscrittura. Avevo comunque preparato alcuni emendamenti, per correggere le principali criticità da me riscontrate. 
La prima riguarda la definizione di cyberbullismo. A livello logico, il cyberbullismo è una forma di bullismo, un sottoinsieme caratterizzato dalle particolari modalità (info-telematiche) con le quali viene posto in essere l’atto. Nel testo delle Commissioni, invece, il cyberbullismo viene trasformato da sottoinsieme del bullismo in un concetto separato. Particolarmente problematica, anche in tal senso, è la questione della non reiterazione. Invero, per alcune forme di cyberbullismo questo potrebbe avere un senso, in quanto il contenuto posto on line viene visto molte volte da molte persone, e quindi, pur a fronte dell’unicità della condotta lesiva, vi è una reiterazione dell’offesa al bene giuridico tutelato. Per altre forme, però (es: telefonata o sms non massivo) ciò non ha senso. Se quindi si potrebbe fare una seria riflessione rispetto alla reiterazione dell’offesa a fronte anche di un unico atto, ciò richiederebbe un ripensamento profondo dell’intera proposta, con il ritorno in Commissione. Piuttosto che mantenere l’attuale formulazione, è preferibile eliminare tout court l’inclusione degli atti non reiterati.
Anche a livello tecnico, il comma 2-bis dell'articolo 1 è dubbio. Anziché quel lungo catalogo di ipotesi, tra l’altro non esaustive, anche alla luce della prevedibile evoluzione tecnologica, il legislatore dovrebbe fare ricorso a concetti generali e astratti. Si avrebbe così un testo più sintetico, più leggibile e più logico.
Larticolo 2, da un punto di vista formale, di sintassi e della disposizione è inaccettabile, prima di tutto dal punto di vista della lingua italiana. Nel merito, invece, il garante della privacy non ha né l’esperienza, né le capacità conformative richieste per le funzioni che gli si vorrebbero assegnare. La polizia postale, al contrario, ha ormai una lunga esperienza in materia, e una più credibile capacità di ottenere dai gestori e fornitori di servizi internet la rimozione di contenuti. Infine, non si comprende la ratio di dare a “ciascuno” il potere di proporre istanza, e non solo agli interessati (minore, genitore, tutore ecc). Anche perché, in molti casi, ciò determinerebbe un inutile aggravio in carico ai pubblici poteri. Si pone, in ogni caso, un ulteriore problema. Se su una piattaforma dei gruppi di utenti organizzati segnalano un contenuto, magari non configurante bullismo, c’è il rischio che la piattaforma, nel dubbio, lo censuri, fino a che una autorità non gli ordini eventualmente il ripristino. In tal modo, si lede però il diritto del singolo che abbia subito la censura di un proprio contenuto lecito.
Ritengo poi inutile la previsione di un codice di regolamentazione. La possibilità di ottenerne coattivamente il rispetto da parte dei giganti del web, nessuno dei quali basato in Italia, è prossima allo zero. Diventa solo un ulteriore appesantimento burocratico per le start up italiane. Tra l’altro, non si comprende in che modo e direzione un tale codice innoverebbe rispetto alle normative e prassi vigenti.
Infine, penso che tutte le disposizioni penali andrebbero soppresse, anche perché vanno a snaturare la proposta, ma non solo. Si va a modificare un’aggravante dell’art. 612-bis, sugli atti persecutori. Però, la maggior parte degli atti persecutori non rientrano necessariamente nel bullismo, anzi. Tra l’altro la circostanza aggravante dell’uso di strumenti telematici già esiste. Viene però trasformata in una c.d. circostanza indipendente, dotata cioè di una pena edittale propria, indipendente da quella del reato base. Ciò, verosimilmente, per evitare un possibile bilanciamento con circostanze attenuanti. 


Mi è stato possibile segnalare uno solo dei miei emendamenti e ho optato per il secondo, quello sostitutivo dell'art. 2 che individua nella Polizia Postale, anziché nel Garante della Privacy, il soggetto destinatario della richiesta di rimozione di un contenuto. So infatti di altri deputati che hanno presentato modifiche migliorative alla definizione e, inoltre, emendamenti soppressivi delle disposizioni penali: appoggerò tali proposte emendative.

qui i miei emendamenti

A presto

Ivan Catalano.

domenica 11 settembre 2016

Intervista di @marcocanestrari sul @Mov5Stelle. Mi sento in sintonia #M5S @op_supernova #Supernova

Buongiorno a tutti.

Ho appena finito di ascoltare l'intervista a Marco Canestrari, ex dipendente della Casaleggio Associati Srl. Marco lo ho conosciuto durante l'organizzazione del secondo V-Day. È una persona che ha lavorato fianco a fianco con Gianroberto Casaleggio e BeppeGrillo fino a quando non li ha lasciati.

Vi invito ad ascoltarlo sono 32 minuti ma assolutamente da sentire. Arriva alle mie stesse conclusioni, pur non avendoci mai parlato, e conferma alcune mie ipotesi sul figlio Davide.

Ivan Catalano


venerdì 9 settembre 2016

#CodicedellaStrada: emendamento e ODG su targhe prova. @mitgov @luisorel @SimonaVicari @graziano_delrio

Buongiorno a tutti.
E' in corso di discussione al Senato l'A.S. 1638, di “Delega al Governo per la riforma del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285”;


L’attuale disciplina dell’autorizzazione alla circolazione di prova dei veicoli consente, ai soggetti titolari della relativa autorizzazione o a loro ausiliari, di circolare su strada in deroga al disposto di numerose disposizioni del codice (in particolare, quelle che disciplinano la carta di circolazione). Si tratta di svariati soggetti, come le fabbriche di veicoli, i concessionari e gli autoriparatori, che possono così porre in strada tali veicoli per esigenze connesse con prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti,  o per ragioni di vendita o di allestimento

Vi è però una lacuna nella normativa su tali deroghe. In fatti, come recentemente attestato dalla corte di Cassazione con Sentenza 4 agosto 2016, n. 16310, non sussiste alcuna deroga alle previsioni dell’articolo 80 del Codice della Strada, e quindi al divieto di circolazione su strada dei veicoli per i quali non sia stata effettuata la prescritta revisione. Ciò preclude la possibilità, per i veicoli non revisionati, di essere condotti su strada per l’effettuazione di prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti. E' già successo, anche nel caso andato di fronte alla Cassazione, che degli autoriparatori siano stati multati per aver fatto prove su strada con veicoli in prova.


Tale situazione mi pare contraddittoria, atteso che le prove tecniche su strada possono essere proprio dirette a verificare lo stato del veicolo, con un’attendibilità dei risultati maggiore che non quella possibile con prove a banco. Ho quindi preparato un emendamento e un connesso ODG, inviati ad alcuni colleghi senatori con la richiesta di presentarli, al fine di prevedere, per tutti i veicoli con targa di prova, una deroga al divieto di circolazione su strada in assenza di revisione.


a presto.

Ivan Catalano

martedì 6 settembre 2016

@graziano_delrio risponde a mia interrogazione sul tema della #disabilità

Buonasera a tutti.

Il Ministro Graziano Delrio ha dato risposta alla mia interrogazione n° 4/12748 che chiedeva al Governo di valutare la ricostituzione del comitato tecnico interministeriale istituito ai sensi dell'articolo 119, comma 10 del codice della strada con il compito di affrontare le questioni connesse alla guida di veicoli da parte di persone con disabilita, soppresso, insieme ad altri , dalla legge 7 agosto 2012 n. 135. o, quantomeno, di consentire la partecipazione delle rappresentanze delle associazioni dei disabili alle funzioni precedentemente svolte dal predetto comitato.
Il Ministero dei Trasporti, non potendo in autonomia istituire il comitato soppresso, si avvarrà della consulenza degli esperti nominati dalla FAND e dalla FISH, consentendo alle rappresentazione dei disabili di avere voce in capito circa le politiche di intervento. 



Ivan Catalano

giovedì 1 settembre 2016

#FertilityDay il mio commento

Buonasera a tutti.

Vorrei commentare con questo post l'iniziativa della Ministra in merito all'iniziativa sul #FertilityDay. Vorrei partire dall'immagine che ho messo nel post. Purtroppo il punto fondamentale per molte famiglie, ma anche coppie non sposate che vogliono avere un figlio è la questione economica. Fare un figlio costa. Costa se si devono rispettare tutte le spese che la società ti chiede di sostenere. Però non sempre questo è un ostacolo. In alcune aree del paese ci si moltiplica indipendentemente dal reddito familiare, tant'è che spesso abbiamo delle situazioni familiari davvero complicate a cui poi i servizi sociali devono fare fronte. 

Spesso la scelta di avere o non avere un figlio è legata a chi se ne deve prendere cura. Se i genitori lavorano, chi ha la fortuna di avere i nonni è avvantaggiato. Per chi non ha i nonni allora avere un figlio e lavorare vuol dire mandare il proprio figlio/i al nido prima e poi all'asilo. Spesso la spesa in asili, nidi o babysitter corrispondono alla retribuzione della mamma, o del papà a seconda del tipo di lavoro.

Che cosa dovrebbe fare dunque il governo, o meglio la società italiana, per favorire le nascite, sempre che ci sia necessità di una politica sulle nascite che ha l'odor di regime più che di stato democratico?

La società in generale si deve muovere in tal senso. Cominciando dall'impresa, sviluppando gli asili aziendali, accorpandosi come aziende, facendo rete su questo fronte. Sviluppare il telelavoro per quei genitori a cui un asilo aziendale non è la soluzione. I cittadini dovrebbero orientarsi nelle scelte sui beni necessari per la crescita di un bambino, verso quelle soluzioni che sono un giusto compromesso economico/ecologico, come ad esempio i pannolini lavabili, che riducono drasticamente la spesa in pannolini. Il governo dal suo canto dovrebbe rimuovere quegli ostacoli che non consentono alla società di aiutarsi ad avere più bambini. Creare norme e obblighi poi generano gli effetti contrari con ribellione e scontento tra i cittadini.

Purtroppo in Italia c'è la mentalità dell'incentivo, se non mi incentivi non lo faccio e i politici pensano che per fare muovere qualcosa occorre incentivarla. Le buone pratiche sono già un incentivo economico, mettersi in rete e associarsi per uno scopo comune è già un risparmio di spesa. Il telelavoro è risparmio per l'azienda. 

Spontaneamente esistono aggregazioni, come i gruppi di acquisto per le mamme e gli asili aziendali realizzati da imprenditori illuminati, così come le aziende che praticano il telelavoro.

Se vogliamo avere più famiglie non occorre fare spot alla fertilità, ma incoraggiare le adozioni per chi non può avere figli. A seguito delle unioni civili consentire l'adozione anche a queste, superando stupide barriere ideologiche. Creare sensibilizzazione su cosa significa crescere un figlio, perché prima ci pensavano le famiglie allargate con 3 generazioni a crescere i bambini e inserire l'educazione alla sessualità (non imponendo nessuna identità sessuale) nelle scuole.

Ivan Catalano

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