domenica 7 agosto 2016

Restituzione e Rinuncia #OperazioneVerità sul #m5s #microcredito5stelle

Buongiorno a tutti.

Il tema della restituzione o della rinuncia dei soldi, per i deputati del M5S è un tema politico di importante rilevanza. La lotta alla casta parte dai compensi della casta. Occorre però fare un po' di cronistoria.

Partiamo dall'impegno che ognuno di noi eletti nel m5s si prese con grillo al momento della candidatura:

L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.

Quello che aveva sempre determinato una incognita era il significato della prima frase. Cosa significa che l'indennità deve essere di 5000€ lordi al mese? 
Molti colleghi la interpretarono come un dimezzamento diretto, da 10000€ lordi a cui corrispondono circa 5000 nette a 5000€ lordi a cui sarebbero corrisposti circa 2500€ nette. Altri invece credevano che il significato di quella frase fosse corrispondente al netto ricalcolato considerando un lordo di 60000€ ovvero di 5000€ lordo al mese e quindi veniva, a seconda dei casi, tra i 3200 e i 3500€ al mese netti. Questo però voleva dire che 5000-3500 dava 1500€ di rinuncia mensile, obbiettivo ben lontano dalla promessa della divisione dell'indennità in 2. Ciononostante vinse la seconda teoria.  

Fatta una riunione di gruppo per decidere l'interpretazione (che non serviva perché il codice era eletto e grillo) si passò alla seconda parte. Resesi conto che la restituzione veniva una inezia allora si passo ad una interpretazione fantasiosa del secondo periodo. Ci si scontrò sul fatto di considerare letteralmente la frase , quindi prendere i rimborsi e semplicemente rendicontare come fossero stati spesi senza obblighi di restituzione oppure la rinuncia dell'eccedente rendicontato tutti allo stesso modo. Vinse la versione fantasiosa ovvero la seconda, con una votazione che tra l'altro non serviva e che vedeva in minoranza costantemente chi voleva lavorare in parlamento spendendo i rimborsi per fare attività parlamentare, contro chi invece la voleva restituire per immagine, considerando il lavoro superfluo (i parlamentari non lavorano perché rubano lo stipendio).

A questo punto bisognava capire come fare questa benedetta rendicontazione. Il collega Barbanti si offrì di redarre il documento comune e lo realizzò un file xls. Inizialmente fu usato, io personalmente usai il mio che avevo iniziato a fare per conto mio (dato che il rapporto era personale) e non mi andava di perdere tempo per convertire i dati nel nuovo file (rendicontare costava una giornata intera di lavoro alla settimana). Poi improvvisamente arrivò la piattaforma tirendiconto.it, mai chiesta da nessuno, di proprietà della Casaleggio Associati e dove nessuno aveva modo di verificare se i conti venissero fatti correttamente, a me non uscivano mai corretti. Sta di fatto che ce la siamo trovata li.

Tenete presente che ogni passaggio imposto era comunicato all'esterno dalla comunicazione (gestita dalla Casaleggio Associati ma pagata con i soldi della Camera dei Deputati) come una ovvia decisione di gruppo e un fatto ovvio dato, che era scritto nel codice, quindi se dissentivi venivi accusato di non voler rendicontare e restituire. La macchina del fango si auto-alimentava dalla paura dei miei colleghi di venire accusati ingiustamente. Nessuno di noi aveva la forza mediatica di rispondere alla "Comunicazione ufficiale" del movimento 5 stelle. Poi la comunicazione veniva diramata in modo virale e andare contro voleva dire avere uno tsunami di merda pronto a venirti addosso, e puntualmente ti veniva addosso (di questo avevano paura i miei colleghi e per questo se ne stavano zitti fino ad assuefarsi, cedendo, anche i più critici, quelli più critici di me).

Il secondo problema da affrontare, risolto per così dire la questione rendicontazione, era il tema delle parole "Restituire" e "allo Stato". 

Restituire è una parola che non fu scelta a caso da Beppegrillo. Restituire significa rimettere ciò che hai ricevuto, ma qui non si trattava di rimettere ma di "Rinunciare" ovvero di cedere di propria volontà e con chiara decisione qualcosa che già si possedeva con pieno diritto, come tra l'altro affermava il codice di comportamento. I colleghi ormai ossessionati dalla questione dei soldi e molto avvelenati nei confronti dei politici, optarono per la prima, auto-considerandoci dei ladri, e di conseguenza chi non voleva usare gli strumenti di rendicontazione o era critico veniva considerato un ladro della casta da odiare. 

Così fu tutti gli espulsi e i fuoriusciti dal gruppo parlamentare (non dal m5s ndr) vennero odiati e subissati di merda mediatica.

In questo frangente il collega Cariello decise invece di fare di testa sua e di rinunciare ai rimborsi mediante il modulo predisposto dal centro servizi della camera dei deputati (oggi è costretto a riprenderseli e a buttarli nel fondo pmi).

"Allo stato", che significa allo stato? Ai cittadini? All'ente statale? Ma lo stato giustamente non accetta soldi dai cittadini, questo per preservare l'operato dell'ente da fenomeni corruttivi. 
Grillo per chiarirci il concetto ci mando una mail che vi riporto:


Ci diceva di donare i soldi ai cittadini mediante associazioni di volontariato o darli in beneficenza e in parte di destinarli ad un fondo di solidarietà interno al movimento.
I colleghi ormai erano sempre di più ossessionati e cosi invece scelsero di metterli nel fondo ammortamento titoli di stato, unico fondo dello stato ad accettare donazioni. 
Io contestai questa scelta per 2 ragioni, la prima è che ognuno era libero di decidere a chi rimettere quei soldi in ragione del rapporto personale che il codice di comportamento dava e la seconda motivazione era dovuta al fatto che quei soldi andavano a saldare i debiti nei confronti delle banche che aveva lo stato (già questo fatto per il m5s doveva essere inquietante ma invece venne accettato), tra l'altro in una misura insignificante. 
In sostanza i soldi venivano buttati (chi come me veniva da una famiglia che ha sempre fatto fatica a tirare alla fine del mese si è incazzato come una bestia).

E così la prima restituzione andò. Io mi rifiutai di partecipare alla messa in scena con il mega assegno sapendo che avevamo buttato dei soldi con la gente che ne aveva bisogno e che potevamo aiutare. 

Venne poi il momento della seconda restituzione. A questo punto non ci fu modo di discutere nemmeno in assemblea che fare. La Casaleggio Associati decise per noi, più tardi venimmo a sapere che fu la Confapri a decidere per noi:

Colomban ha lasciato ogni incarico in Permasteelisa già una dozzina di anni fa per dedicarsi, dice lui, allo sviluppo di nuove imprese. Con una parte del ricavato della vendita delle sue azioni ha comprato un castello sulle colline trevigiane. Ed è qui, a Castelbrando, che Grillo e Casaleggio sono stati ricevuti nel febbraio scorso per stringere un’alleanza che potrebbe presto arrivare a una svolta. Poche settimane fa un gruppo scelto di parlamentari grillini ha incontrato Artom per discutere tempi e modi per alimentare un fondo destinato a sostenere le piccole e medie imprese. Il fondo in questione potrebbe ricevere una parte del finanziamento pubblico che il Movimento non intende accettare. E Confapri, rivelano fonti vicine alla trattativa, si candida a gestire il tesoretto da destinare agli imprenditori. Niente di deciso, fin qui. Martedì 6 agosto però, i Cinquestelle hanno festeggiato l’approvazione al Senato, in commissione Bilancio e Affari costituzionali, del loro emendamento per finanziare il Fondo di garanzia per il microcredito alle piccole e medie imprese. È solo il primo passo verso l’istituzione effettiva di questo nuovo strumento. I grillini ci sperano. 
Una vergogna e una verità che non venne a galla se non più tardi in un articolo su panorama. Io decisi di non metterci nemmeno un euro li, anche perché tempo prima avevo anche fatto una interrogazione sulla gestione di quei soldi nutrendo anche molti dubbi, e di devolvere tutto in beneficenza alla Caritas Ambrosiana (qui le mie rendicontazioni). Fui accusato di tutto, di voto di scambio etc.. e fui costretto ad allontanarmi dal gruppo perché mi misero davanti ad un bivio, o facevo il bonifico ulteriore al fondo o venivo inondato di merda mediatica. Decisi di andarmene. Ciò accadde contestualmente all'espulsione dei 4 senatori

Alla fine delle fiera è successo che:

  1. il codice di comportamento divenne una legge morale della comunità dei parlamentari (in realtà era un codice personale tra eletto e Beppegrillo);
  2. da rinuncia si è passati a restituzione;
  3. chi non restituiva nel modo deciso dal gruppo veniva inondato di merda mediatica e considerato un ladro;
  4. il Fondo Pmi divenne una battaglia politica e mediatica che il movimento trasformò in un buon esempio (in realtà si tratta di voto di scambio bello e buono ma non ci arrivano) intestandosi addirittura tutto ciò che quel fondo fa come se il contributo dello 0,076% fosse determinante per salvare imprese. Ogni 100000 imprese aiutate 76 mediante quei soldi.

Bene gli onesti sono diventati impostori e bugiardi, mentre chi voleva lavorare per il paese, espulso mortificato e diffamato gratuitamente. Di Maio disse pubblicamente che io non restituivo e mi diede un appellativo che poi si trasformò in uno tsunami, giusto per considerare che per loro essere onesto vuol dire diffamare gratuitamente il nemico.

Se questo è il m5s che deve governare, io ho seri dubbi. Sono contento di esserne uscito in tempi utili per non rimanere succube dei loro metodi di controllo interni e di comunicazione esterna. Da li a poco vennero mandati anche insegnati di PNL che in seguito divennero fidanzate di illustri esponenti del movimento stesso.

Ivan Catalano

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